Eolico: le mappe sensibili per gli uccelli
La localizzazione degli impianti per la produzione di energia rinnovabile, in particolare in quelli eolici, può rappresentare un rischio significativo per la biodiversità, con un impatto particolare sugli uccelli.
Questo problema, che affligge il nostro Paese da tempo, è aggravato dall’assenza di adeguati strumenti normativi, ad eccezione del divieto di installazione di impianti eolici nelle Zone di Protezione Speciale (Zps), previsto dal Decreto "Criteri minimi" del ministero dell’Ambiente.
Per affrontare tale questione, la Lipu ha sviluppato, nell'ambito di un progetto internazionale in collaborazione con BirdLife International e vari esperti, una mappatura delle aree terrestri e marine sensibili per gli uccelli in relazione agli impianti eolici.
Intitolato Sensitivity Mapping for Renewable Energy in Italy, lo studio ha l’obiettivo di fornire agli enti regionali gli strumenti necessari per identificare le aree idonee e quelle da evitare per la realizzazione di impianti eolici sia onshore (a terra) che offshore (in mare).
L'aumento della capacità eolica previsto dal pacchetto Fit for 55, dal programma Repower EU e dallo stesso Pniec (Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima), insieme all’espansione dell'eolico offshore, rende indispensabile una pianificazione accurata e scientificamente fondata nella costruzione degli impianti. Una pianificazione che, fino ad oggi, è stata del tutto insufficiente, con conseguenti danni a importanti aree naturali e specie, in particolare agli uccelli.
Questo approccio è reso ancora più urgente dal fatto che le normative del Green Deal europeo, della Strategia Europea sulla Biodiversità 2030 e della Direttiva Uccelli (Direttiva 2009/147/CE) stabiliscono che la transizione energetica deve avvenire riducendo al minimo gli impatti sugli habitat naturali e le specie, scegliendo le aree più idonee per la realizzazione degli impianti eolici al fine di evitare o ridurre tali impatti.
Lo studio della Lipu si basa su una metodologia sviluppata a livello internazionale da BirdLife International e, per quanto riguarda l’ambiente marino, anche sul recente lavoro di “sensitivity mapping” condotto da Ispra.
Il progetto ha preso avvio con la creazione di una lista di 44 specie ornitiche vulnerabili agli impatti degli impianti onshore (tra cui il Capovaccaio, il Gipeto e l'Aquila di Bonelli) e di 26 specie a rischio per gli impianti offshore (tra cui la Berta maggiore, il Marangone dal ciuffo e la Moretta grigia). Queste specie sono particolarmente suscettibili a impatti diretti e indiretti causati dalle turbine eoliche. Sono stati inoltre definiti i criteri per valutare la "sensibilità" di ciascuna area.
La mappatura ha suddiviso il territorio italiano in celle di 25 chilometri quadrati, identificate secondo la metodologia adottata. Ogni cella è stata analizzata per fornire indicazioni cruciali nella pianificazione degli impianti eolici, contribuendo a trovare soluzioni più efficaci per un problema tanto complesso quanto delicato.
Chi fosse interessato a richiedere le mappe onshore e offshore può farlo tramite un apposito form disponibile a questa pagina: Data Request Italy.